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    Il peggio del sinistrume nostrano

Adriano Celentano

Infinocchiandoci con inalterabile successo da decenni, spillando fior di milioni di euri dalla tasca pubblica della Rai, Adriano Celentano è la prova vivente che il curriculum scolastico non conta niente. Il Molleggiato ha solo la quinta elementare ma è stabilmente uno dei guru filosofici d’Italia. Resta il dilemma se sia bravo lui o fessi noi.Il ragazzo della Via Gluck è nato 73 anni fa in quella strada milanese.

Gianfranco Fini

Chi tradisce una volta tradisce sempre. Il presidente della camera e' oramai diventato il massimo esperto della materia. Ha tradito la prima volta definendo il fascismo male assoluto, tradendo la comunita' della destra e chi, Giorgio Almirante, lo aveva scelto come suo successore alla guida del MSI, ha tradito sua moglie, con una giovane rampante, ha tradito i suoi valori

Luigi Abete

Se c’è un uomo che non ha passato giorno senza godere dei privilegi che derivano dalla politica e dalla benevolenza dei poteri pubblici, questo è il nostro Luigino. Prima ancora che nascesse - nel 1947 - gli Abete erano già saliti sul carrozzone pubblico al quale devono gli esordi delle loro fortune. Papà Antonio, futuro Cavaliere del Lavoro, era un sannita trapiantato a Roma che, nell’immediato dopoguerra, entrò fortunosamente in contatto

Alessandro Profumo

La sua fede democratica è nota, il banchiere ex gran capo di Unicredit dimessosi nell'ottobre del 2010 con una liquidazione da 40 milioni di euro. si mise disciplinatamente in fila per le primarie del 2005 e del 2007 dove addirittura la moglie Sabina Ratti si candido' in appoggio a Rosy Bindi. L’ex premier, il liquidatore Prodi, ribadisce la sua stima: «Un manager di gran classe che ha costruito una banca multinazionale con radici italiane»;

Umberto Eco

Ridicola e penosa presenza fissa nel salotto rosso della compagna Serena Dandini, Eco e' considerato dai suoi estimatori, filosofo, semiologo, linguista, storico, politologo, romanziere, enigmista, editorialista. Gli mancava solo il titolo di teologo ma, con le dichiarazioni pubblicate alcuni giorni orsono, ha rimediato alla lacuna. Ora al professore può essere assegnata la cattedra che più di ogni altra ha dimostrato di meritare: Tuttologia.

Dario Fo

L’opposizione, a corto di idee, lascia ai guitti del suo vivaio il compito di rappresentarla. Il più disponibile alla supplenza è il frusto Dario Fo. L’arzillo ottantacinquenne, premio Nobel per caso, ha una mostruosa quantità di tempo libero. Artisticamente parlando, ha tirato i remi in barca. Va in scena col contagocce e non inventa più nulla. Però, per non sparire, ha sostituito il palcoscenico

Isabella Ferrari

Lei si alza dal letto stringendo il reggiseno al petto mentre uno stanco lui resta tra le lenzuola, presenza superflua in una stanza dominata da tende, specchi, stucchi, un lusso signorile e un tantino ridondante. Invece non sovrabbonda per nulla lei, che in una luce soffusa si avvia ancheggiando sui tacchi verso un elegante comò in stile, esibendo un «lato B» impeccabile e ammiccando

Massimiliano Fuksas

Che sia bravo a tirare righe nessuno lo discute. Anche perché, diciamolo tranquillamente, in Italia nessuno si è mai permesso di discutere quelli che tirano righe, compongono musica, scrivono libri, girano film sempre dalla parte giusta. Una volta che si è entrati nel circolino, si resta geni a vita.
Massimiliano Fuksas, romano di origini lituane, classe 1944, nel circolino giusto entra trionfalmente da ragazzo, con i pantaloni corti, e da lì nessuno lo schioda più.

Filippo Penati

A Sesto San Giovanni se n’erano accorti subito che il professore di applicazioni tecniche, poi venditore di polizze assicurative Unipol, Filippo Penati, era cambiato dopo la sua prima elezione a sindaco nel 1994, strappata per un pugno di voti. Ma finché il primo cittadino continuava a vivere con la moglie nello stabile di fianco al Comune, le chiacchiere stavano ancora a zero. Fino al 2001 poteva andare in ufficio a piedi, come si addice

Antonio Ingroia

Non c'e' manifestazione anticav in cui non sia presente, non c'e' dibattito organizzato da Repubblica o da il Pacco Quotidiano a cui non partecipi, non c'e' trasmissione schierata, dalla Dandini a Santoro, in cui non sia coccolato ospite, questo magistrato di 52 anni, 24 dei quali trascorsi in magistratura, 19 alla procura di Palermo e' il nuovo paladino della legalita' in salsa rossa.Vittorio Sgarbi gli aveva dato dell’ayatollah e, se ci si limita all’aspetto

Cesare Battisti

Da terrorista di estrema sinistra ad autore di noir di successo. Cesare Battisti, una vita da fuggiasco in mezzo mondo dopo attentati, condanne, carcere e fughe, è nato nel 1954 a Sermoneta, non lontano da Latina. Tra il 1974 e il 1976 viene arrestato ripetutamente per furto e sequestro di persona, subendo anche qualche condanna. Nel 1976 si trasferisce al nord e partecipa alla fondazione dei Pac, Proletari armati per il comunismo, formazione

Michele Santoro

Santoro occupa la tv da vent’anni. Detiene un record mai raggiunto: avere messo in moto il meccanismo di un suicidio. Successe a Tempo reale il 23 febbraio 1995. Era suo ospite l’ineffabile Leoluca Orlando, allora leader della Rete e sindaco di Palermo. Costui in diretta accusò di mafiosità il maresciallo dei carabinieri di Terrasini, Antonino Lombardo. Santoro lasciò che l’incosciente parlasse a ruota libera. Linciato mentre era assente, senza

Rosy Bindi

Rosy, all'anagrafe Maria Rosaria, Bindi quintessenza del cattocomunismo italico, ha ben poco di catto ma molto di comunista. Non è il tipo con la quale ci si può confrontare, spesso le escono parole di disprezzo e odio nei confronti di chi non le va a genio, si può quindi ritenere che il suo organo più vivace sia la bile e che li si trovi la sede dei suoi ragionamenti. Fin da piccola, un po' mascolina, frequentava gli scout e nei campeggi sentiva meno di altri

Rosa Russo Ier­volino

Vecchia gloria cattocomunista, quattro volte ministro, la signora Iervolino, vedova Russo, governa Napoli dal maggio 2001. Fu piazzata lì dal predecessore, Antonio Bassolino, traslocato al governatorato campano. Di ’O Re, è stata fedele seguace e ne ha emulati i risultati: fallimentari. Nei suoi primi anni a Palazzo San Giacomo, la città fu colpita da un’alluvione, dall’emergenza spazzatura e bocciata per l’America’s cup di vela.

Paolo Mieli

Ex sessantottino, miliardario e antiberlusconiano doc, questo e' uno degli uomini piu' potenti dell'Italia di oggi, uno dei grandi burattinai della vita politica ed economica del belpaese. Di famiglia ebraica, muove i primi passi nella carta stampata da giovanissimo: a 18 anni lavora a L'espresso, dove rimarrà per circa vent'anni. La militanza in Potere Operaio, movimento politico sessantottino della sinistra extraparlamentare, influenza

Massimo D’Alema

Non si e' mai capito come abbia pagato la sua barca l'IKARUS, una volta disse che era in comproprietà., un’altra che aveva acceso un mutuo, resta il fatto che la barca a vela fa molto radical chic, quindi non andiamo oltre. Romano, 62 anni, ex presidente del Consiglio (dal 1998 al 2000, unico ex comunista a ricoprire tale carica), attualmente deputato per il Pd presidente del Copasir. Segretario nazionale della

Giuliano Pisapia

I parenti uno non se li sceglie, ma gli amici quelli sì. E l’avvocato ultrarosso Giuliano Pisapia, non c’è dubbio che, almeno in gioventù, preferisse quelli dalla testa calda. E le mani pesanti in una città che durante gli Anni di piombo vide spesso il selciato allagarsi di sangue innocente. Un passato emendato da una brillante carriera da avvocato penalista e una manciata di anni da parlamentare con Rifondazione, ma ricordato da

Luigi De Magistris

E' il clone di Antonio Di Pietro: entrambi ex pubblici ministeri, egualmente manettari, forcaioli nell’animo. Luigi, come Totò, riduce qualsiasi comportamento umano a un articolo del codice penale, un combinato disposto, un’aggravante. Essendo simili, si detestano e, come due galli nello stesso pollaio, rivaleggiano per la leadership in Italia dei valori. De Magistris si e' candidato alla poltrona di sindaco di Napoli ma non ha l’ombra delle

Fabio Fazio

Il compagno dal cuore tenero di Che tempo che fa, il programma di propaganda democratica che costa al contribuente10,4 milioni di euro, di cui 2 servono vanno direttamente nelle sue tasche. Fonte di  non trascurabile sterco del demonio e' stato anche lo speciale Vieni via con me, costato 2,8 milioni di euro, tra produzione, Fazio e Saviano. Il suo personaggio ricorda un abatino estraneo a qualsiasi parrocchia, amico di tutti e nemico

Roberto Saviano

Ogni epoca ha gli eroi che si merita, e tanto per avere le proporzioni basti questo raffronto: una volta la mafia la raccontava Leonardo Sciascia, ora, nell’Italia dei talk show pseudocolti affidati alle messe cantate dei Fazio e delle Dandini, ci spetta Roberto Saviano.  Ci si era costruiti il mito dello scrittore isolato che sfida la camorra, ci siamo ritrovati con un tronista culturale, presenzialista del dibattito tv che nel giro di tre giorni, sul canovaccio